
Senza la domenica non possiamo vivere
Poi, prese un pane, rese grazie, lo spezzò
e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è
dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo dopo
aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la
nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".
Luca 22, 19-20
In queste tre semplici righe è espressa la nostra fede. Gesù
si offre per la nostra salvezza, stringe un patto di sangue con noi, rinuncia
a se stesso. Non fa una bella predica su quanto è importante essere
bravi, fare la pace, contribuire ad un mondo migliore. Gesù Cristo
in questo atto estremo di offerta e di rinuncia di se stesso dice soltanto
che quello che sta facendo non è un'azione egoistica per farsi
vedere, per essere ricordato come un grande della storia, ma un atto di
fede verso il Padre che porterà alla nostra felicità e gioia
se sapremo seguirlo e imitarlo fino all'offerta di noi stessi.
A bari, dal 21 al 29 maggio si è svolto il XXIV Congresso Eucaristico
Nazionale. Sicuramente in questi giorni si è parlato molto; non
ci sono stato e pur ricordando nel rosario questo avvenimento mi sono
sentito un po' lontano da Bari (più dei chilometri che ci separano).
I media hanno forse dato poco spazio a questo congresso; dico un po' provocamene
che la morte e l'elezione di un Papa è più interessante
di Gesù. Si perché parlare dell'Eucaristia vuol dire parlare
di Gesù e del nostro essere Cristiani.
Molti Cristiani l'hanno dimenticato. La nostra fede non si deve consumare
solamente in atti di solidarietà, fratellanza e pace (cose tutte
molto importanti e belle e da fare). La nostra fede è Gesù
Cristo! Non di solo pane vive l'uomo e noi viviamo di Spirito e del Pane
di vita che ogni domenica (ed ogni giorno) lo stesso Gesù Cristo
per mano del sacerdote ci offre.
Non dimentichiamoci che la nostra devozione, la nostra preghiera, i nostri
sacrifici, la nostra vita devono andare verso di Lui; è Cristo
che ha parlato del vero Amore, della vera Carità e della vera Fratellanza.
Se siamo uniti in Gesù i nostri frutti saranno belli, saporiti
e il raccolto durerà a lungo e si moltiplicherà così
come ha fatto il Messia prima di noi con i pani e i pesci.
In concomitanza dell'estate poi non dimentichiamoci della domenica; lo
dico come promemoria a me stesso e come autocritica. L'estate è
bella perché abbiamo più tempo per riposare, perché
andiamo in vacanza, ci sono tante iniziative che occupano il nostro tempo,
passiamo i weekend al lago o in montagna…ricordiamoci però
di Cristo che si vuole offrire anche in estate per noi!
Andrea
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